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5.3.26

Roma dedica la Comunità Terapeutica di Salone e i murales di Diavù a Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia

L’artista David Diavù Vecchiato realizza dei murales per MURo (Museo di Urban Art di Roma) in omaggio a Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia a Salone sulla Comunità Terapeutica che prende il nome dei Basaglia nel giorno di nascita dello psichiatra e neurologo che ha chiuso i manicomi in Italia.

 

David Diavù Vecchiato, Franco Basaglia.         

Cortile esterno della Comunità Terapeutica “Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia”.

Roma, 2026.

  

 

Mercoledì 11 marzo 2026, ore 11.

Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa Estensiva di Salone

Vicolo della Stazione di Salone 12

(che a breve sarà “Via Franca Ongaro”), Roma.

 

 

L’associazione Muro APS sta producendo la realizzazione di più murales dell’artista David Vecchiato, in arte Diavù, dedicati alle figure di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia sulle pareti della Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa Estensiva di Salone per il Dipartimento di Salute Mentale UOC SM D6.

I murales di Diavù nella Comunità Terapeutica di Salone,  intendono fare omaggio al visionario psichiatra e neurologo Franco Basaglia, a sua moglie Franca Ongaro Basaglia e a tutto lo staff di terapeuti illuminati che cinquant’anni fa ha rivoluzionato il concetto stesso di salute mentale rimettendo al centro la dignità e l’umanità della persona, non la malattia. 

Sono coinvolti attivamente nella realizzazione delle opere di Diavù anche i ragazzi ospiti della struttura grazie a una serie di incontri propedeutici tra l’artista e gli utenti e un workshop di Street art iniziati già da luglio 2025, svolti sotto la consulenza del dirigente psichiatra Responsabile della SRTRE Dott. Emanuele Caroppo e in sintonia coi laboratori di arte già in corso, tenuti da Giorgia Giannotti

La scelta di dedicare la Comunità a Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia non è certo casuale. Il loro staff è stato il primo a dimostrare concretamente, grazie a un grande impegno sociale oltre che professionale, che non si può curare la mente senza curare l’anima, senza considerare la persona nella sua interezza: corpo, emozioni, storie e sogni. Oggi la struttura di Salone accoglie ragazze e ragazzi con disturbi psichiatrici gravi, ispirandosi proprio a questo principio, con un percorso terapeutico che abbraccia la dimensione bio-psicosociale e che mette la persona al centro.

La proposta di M.U.Ro. (Museo di Urban Art di Roma) di far realizzare dei murales da Diavù e dai ragazzi ospiti della struttura sulle pareti esterne della stessa intende dimostrare che l’arte, con il suo potere di trasformazione, diventa una parte fondamentale del viaggio verso la guarigione. Il progetto si è ispirato non a caso al Laborario P, esperimento artistico del 1973 che Franco Basaglia fece nell’ospedale psichiatrico San Giovanni di Trieste con l’aiuto del regista Giuliano Scabia e dell’artista Vittorio Basaglia, e che produsse l’opera Marco Cavallo.

Il primo tra i murales previsti, che ritrae lo psichiatra e neurologo veneziano, è stato appena realizzato dall’artista romano nel cortile della Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa Estensiva di Salone in Vicolo della Stazione di Salone n. 12, , in condivisione con il Municipio VI e con il coinvolgimento degli stessi ospiti della struttura, e sarà inaugurato mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 11 alla presenza dell'artista, delle istituzioni, del personale e dei ragazzi della Comunità.

 

L’opera è stata realizzata grazie a una serie di donazioni di privati sostenitori dei progetti di arte pubblica di MURo – Museo di Urban Art di Roma, tra cui lo studio legale Legance e lo studio Notai associati Lombardo insieme al Dott. Andrea Mirenda. «Tra le iniziative promosse dal Comitato Sostenibilità di Legance – commenta la partner Cecilia Carrara – siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questo murale dedicato allo psichiatra e neurologo Franco Basaglia, che cinquant’anni fa consentì di rimettere al centro la dignità della persona e i valori dell’individuo, superando stigma e senso di colpa legati al disagio mentale».

«Siamo grate di essere state coinvolte in questo bellissimo progetto – dichiarano Marella e Giuditta Lombardo dello studio Notai associati Lombardo – e di avere avuto l'opportunità di supportare una iniziativa che vede protagonisti giovani uomini e donne che stanno affrontando percorsi complessi legati alla salute mentale. Un’iniziativa che dimostra come l’arte possa diventare uno spazio di espressione, inclusione e dignità, nello spirito del pensiero di Basaglia: mettere sempre la persona al centro».

Il progetto è stato accolto con grande favore anche dalla Comunità della ASL Roma 2. «L’arte è uno straordinario strumento di salute mentale: fa emergere emozioni, crea relazioni e accompagna percorsi di riabilitazione – sottolinea Emanuele Caroppo, psichiatra ASL Roma 2 –. Portare un artista come Diavù nei luoghi dove i ragazzi vivono significa aiutarli a lasciare un segno e trasformare uno spazio quotidiano in un luogo di libertà, nel solco dell’insegnamento di Basaglia, per cui la libertà è terapeutica».

Per far fronte alle spese per la realizzazione delle prossime opere murarie previste, l’APS MURo ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding GoFundMe.

 


Il sostegno al proseguimento del progetto permetterà ai donatori di ricevere come ringraziamento per il loro supporto delle opere originali e stampe d’arte dell’artista Diavù.

Questo murale non è solo un’opera decorativa, ma un viaggio collettivo, un percorso di scoperta e collaborazione tra l’artista e i giovani ospiti. Ogni ragazzo e ogni ragazza ha avuto l’opportunità di partecipare alla realizzazione di questo ritratto di Basaglia, lasciando un segno tangibile, una traccia di sé sulle pareti che tutti gli ospiti della struttura vedranno ogni giorno. Questa creazione condivisa sarà un simbolo di appartenenza e di identità, un’immagine di speranza e di rinascita che rimarrà per sempre sulla facciata della comunità, ricordando che la guarigione è possibile quando si lavora insieme.  

 

Il murale di Diavù

è prodotto da:

 

  

MURo Museo di Urban Art di Roma

 

Assistenti dell’artista:

Chiara Orillo e i ragazzi ospiti della Comunità Franco Basaglia e Maria Ongaro Basaglia di Roma.

 

Sponsor: 

 


E con il sostegno di:

Studio associato Notai Lombardo

Dott. Andrea Mirenda

 

Partner tecnico:

 

 

Contatti Stampa:

MURO APS – info@muromuseum.com – Tel: +39 371 6949610

 

6.11.24

“WHAT A LOVELY DAY, TODAY!” di Diavù

 

 

TORNANO A ROMA LE OPERE D’ARTE SU SCALINATA DI DIAVÙ

L’OPERA È UN OMAGGIO ALL’ATTRICE ITALIANA MONICA VITTI

 

LA NUOVA OPERA “WHAT A LOVELY DAY, TODAY!” È A VIALE PARIOLI, NEL MUNICIPIO II, ED È DEDICATA AL FILM DRAMMA DELLA GELOSIA (TUTTI I PARTICOLARI IN CRONACA) DI ETTORE SCOLA

 

 

«Amo questa città e i suoi colori e senza di lei, Monica Vitti sarebbe molto più triste”.

Monica Vitti

 

Il progetto PopStairs ha già avuto in passato un’importanza di rilievo internazionale, grazie alla capacità di coniugare in maniera inedita e molto originale il linguaggio dell’arte visiva con il tema del Cinema, e ha prodotto dal 2015 in poi opere di Street art molto celebri, come i dipinti sulle scalinate a Roma che vedono ritratta Anna Magnani in Prati, quelli dedicati a Michèle Mercier a Corso Francia, a Ingrid Bergman a via Trionfale e ad Elena Sofia Ricci a Trastevere. Unica incursione maschile nel progetto, Gigi Proietti, ritratto da Diavù nei panni del burattinaio romano del 1800 Gaetanaccio a Valle Aurelia nel 2021. Nel 2017 è stata inoltre protagonista di un intervento di PopStairs la testa bronzea di cavallo nota come “Testa Carafa”, che l’artista romano ha dipinto sulla scalinata del Museo Archeologico Nazionale di Napoli su commissione dello stesso museo.

PopStairs mira alla riattivazione culturale dei contesti urbani attraverso questi originalissimi interventi anamorfici di Street art realizzati sulle alzate dei gradini delle scalinate, marchio di fabbrica di Diavù.

Le scalinate - oggetti architettonici spesso dimenticati e vandalizzati - accese di nuovo interesse dal segno artistico, diventano tele su cui l'artista imprime una testimonianza culturale che restituisce a quel preciso contesto urbano la propria identità sociale e storica che permette ai cittadini, residenti e non, di ritrovare uno spirito di appartenenza e comunità. I soggetti delle opere, comunque legati al mondo dell'arte e della cultura, vengono scelti in base a due criteri: la loro riconoscibilità e il legame con il territorio o col contesto urbano in cui viene realizzato l’intervento. L’illusione ottica che la tecnica dell’anamorfosi suscita crea inoltre nell’osservatore un effetto ‘magico’, quello cioè di far scomparire alla vista la scalinata, sostituendola con una figura quasi monumentale, che si erge verso l’alto.

Molte opere cinematografiche danno implicitamente rilievo culturale al patrimonio artistico e architettonico del territorio in cui sono girate, ed è proprio quest'importanza che fin dai suoi esordi PopStairs ha sempre puntato a valorizzare, rievocando questi film attraverso opere d’arte pubblica, e risultando uno tra i primi progetti al mondo a coniugare Street art e Cinema.

 

L’OMAGGIO A MONICA VITTI:

Del grande regista italiano Ettore Scola è anche il film che Diavù ha voluto omaggiare in questa nuova opera del progetto PopStairs, cogliendo così l’occasione di ritrarre Monica Vitti, divina del cinema italiano scomparsa nel 2022 a 90 anni.

La scelta è caduta su Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) che, uscito nel 1970, apre in qualche modo il periodo di maggior utilizzo di queste zone del Municipio II come set cinematografici naturali. Monica Vitti, che interpreta qui l'ingenua e seducente Adelaide Ciafrocchi, ha il banco di fiori a Piazza del Verano davanti al cimitero monumentale, e vivrà per un breve periodo dentro Casa Papanice.

Inoltre la Vitti, oltre ad essere assieme alla Magnani la diva più amata a Roma, è tra le attrici che più spesso ha girato film in questi quartieri. Tra questi: Noi donne siamo fatte così (1971) di Dino Risi, L’anatra all’arancia (1975) di Luciano Salce, Camera d’Albergo (1981) di Mario Monicelli, Scusa se è poco (1982) di Marco Vicario. In Amore mio aiutami (1969) di Alberto Sordi, la Vitti e Sordi vivevano in un appartamento alla Salita dei Parioli. Inoltre lei stessa ha vissuto nella zona del Nomentano negli anni di inizio carriera, presso Piazza Bologna.

«Il Municipio Roma II ha voluto fortemente la realizzazione di quest’opera, che rappresenta un autentico simbolo del nostro cinema e della commedia all’italiana» è quanto sostiene la Presidente Francesca Del Bello. «Nessuno meglio di Monica Vitti - prosegue la Presidente - ha saputo raccontare i cambiamenti sociali, culturali e politici del nostro paese. Siamo molto orgogliosi di ospitare il dipinto dell’attrice romana su una delle scalinate più belle del nostro territorio», conclude la Presidente.

 

L’OMAGGIO A ETTORE SCOLA E AL FILM:

Il tema che è alla base di Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Scola è il complicato triangolo amoroso tra i tre protagonisti, personaggi calati in un'Italia che rivela già in incredibile anticipo sui tempi il decadimento del boom economico, i limiti e i conflitti della sinistra e la crisi del patriarcato. Monica Vitti nel ruolo di Adelaide Ciafrocchi, Marcello Mastroianni nei panni di Oreste Nardi e Giancarlo Giannini in quelli di Nello Serafini, sono tre caricature inadeguate al cambiamento dei costumi che Scola racconta con tono grottesco e dolceamaro. Una storia che finirà con l’assassinio della donna, contesa dai due. Anche questa tematica è stata rilevante per la scelta del soggetto dell’opera.

Dice Diavù a tal proposito: «in questo film di Scola c'è la capacità straordinaria di raccontare un dramma come l'omicidio - anzi il "femminicidio" - analizzando con incredibile leggerezza narrativa la complessità che può esserci dietro una simile tragedia. Guardandolo arriviamo a comprendere i comportamenti di tutti e tre i personaggi, giustificando le loro passioni e le loro fragilità, e abbracciando anche quella loro umanissima semplicità, che Scola è riuscito a raccontare canzonandola in uno stile da fumetto, ma senza sottovalutarne mai la forte portata emotiva. In fondo sono già tre vittime della simulazione che negli anni successivi ci ha imposto sempre di più questa società, perché si impegnano ad aderire ai modelli che il boom economico affermava attraverso i mezzi di comunicazione dell'epoca. E ovviamente falliscono. Insomma, guardando il film si empatizza con la vittima ma allo stesso tempo con l'assassino, con il tradito ma anche coi traditori, e addirittura con chi cerca una propria felicità da fotoromanzo rosa, anche se è inevitabilmente a scapito di quella di qualcun altro. Non c'è un buono e non c'è un cattivo, siamo tutti terribilmente fallaci, in quanto umani. Lo amo e l'ho scelto perché è un film attualissimo, dal momento che oggi siamo sempre più portati a polarizzare fino all'estremo le nostre posizioni, dunque le discussioni, senza interesse a capire le ragioni dell'altro. Siamo retrocessi a una tifoseria da stadio, incapace di comprendere ed esprimere concetti complessi, e offendiamo l'altro per imporre prepotentemente la nostra presunta superiorità. Tant'è che il mondo è di nuovo in guerra. Contro questo male che ha colpito la nostra socialità credo che film come questo siano necessari».

 L. Maria Rita Delli Quadri, curatrice del progetto: “Nell’idea condivisa con Diavù, PopStairs nasce con l’obiettivo di riattivare culturalmente un territorio urbano e, nel farlo, restituire “dignità” ed attenzione ad oggetti architettonici spesso trascurati, se non vandalizzati come spesso sono le scalinate. Questo rende necessaria, se non indispensabile, una forte sintonia di intenti e di visione con l’Amministrazione, particolarmente in una città come Roma, la cui la gestione del territorio è parcellizzata in numerosi, per quanto amplissimi, mini-comuni. Per arrivare alla fase operativa di un intervento come questo di “Il Dramma della Gelosia” occorre attraversare percorsi amministrativi e burocratici anche complessi, in cui il supporto convinto e determinato degli uffici municipali si rende imprescindibile. Si tratta di un lavoro di squadra in cui la vera condivisione dell’obiettivo finale spesso è l’unico modo per raggiungerlo. Se questo era lo spirito del Bando di Lazio Crea, cioè dare vita ad una collaborazione virtuosa tra amministrazioni locali e operatori culturali, mi sento di affermare che il nostro progetto lo ha assolutamente rispettato. Il Municipio II è diventato, per PopStairs, una “famiglia” con cui ci auguriamo di poter presto condividere altri interventi e progetti che possano arricchire il territorio di nuove opere ispirate al Grande Cinema che, proprio in quei luoghi, ha trovato alcuni dei suoi set più iconici, nell’intento di dare vita ad un vero e proprio itinerario culturale”.

L'opera è a Roma sulla scalinata di Via Giovanni Battista Brocchi, a Viale Parioli nei pressi del civico 79.

Un omaggio che Roma fa alla sua Monica Vitti a pochi giorni dal 3 novembre, giorno della nascita della grande attrice, che in questo 2024 avrebbe compiuto 93 anni.


28.10.24

Torna Popstairs!

 

 

 
 
 
 
POPSTAIRS 2024
Progetto vincitore del bando "Lazio street art 2022"

Ente finanziatore:
Regione Lazio

Ente esecutore:
Municipio Roma II
Roma Capitale

Artista:
David Diavù Vecchiato

Curatrice:
L. Maria Rita Delli Quadri

Assistenti artista:
Benedetta Matteucci
Vincenzo De Francesco

Graphic design, foto e video:
Muro crew

Partner:
MURo Museo di Urban Art di Roma
Gruppo Ivas

Contatti:

© Popstairs è un progetto di Diavù e L. Maria Rita Delli Quadri.
Iniziativa finanziata con fondi della Regione Lazio ai sensi della Legge Regionale n. 22 del 23 dicembre 2020

3.10.22

Roma Street art. La mostra alla Galleria Alberto Sordi

MURo Museo di Urban Art di Roma presenta:

ROMA STREET ART

a cura di / curated by David Diavù Vecchiato

Galleria Alberto Sordi, Roma.

29/09 - 30/11/2022 

www.romastreetart.com

Info opere / Info about artworks:  info@muromuseum.com

Con opere di / artworks by:

Alessandra Carloni

Beetroot

Bol Pietro Maiozzi

Camilla Falsini

Daniele Tozzi

Diamond

Diavù

Elia 900

Giulio Vesprini

Gojo

JB Rock

Leonardo Crudi

Marco Réa

Maupal

Mr. Klevra

Mr. Thoms

Nicola Alessandrini

omino71

Orghone

Solo

Uman

Zed1

Esposizione a cura di: David Diavù Vecchiato
Redazione: MURo Museo di Urban Art di Roma
Assistente alla curatela: Mirko Pierri
Consulente legale: Pietro Cuffaro
Traduzioni: Sofia Vecchiato e Filippo Ronci
 

L'arte del futuro spia con grandi occhi scuri spalancati sul centro dalla periferia, mescolata coi
detriti e le macerie della città degradata (...).

(Francesca Alinovi, Flash Art n.107, 1982)
 
1968 – 1992 I semi della Street art
Roma non è una città come le altre.
Soprattutto quando parliamo di arte.
Non lo è per la quantità e qualità dei suoi siti archeologici, per le opere distribuite nel tessuto
urbano, nei musei, nelle chiese, nei luoghi generalmente non destinati all’arte.
È una città che si distingue, anche nel rapporto con il Writing e la Street art.

1968: il collettivo Gli uccelli realizza un graffito politico sulla facciata della Facoltà di
Architettura, da un cartone disegnato da Renato Guttuso
1974: l’artista Giancarlo Croce dipinge L’uccello del paradiso a Porta Portese
1976: il collettivo L’Asino che vola dipinge i murales di Tor di Nona per attirare l’attenzione
pubblica sul degrado e lo spopolamento delle case popolari del lungotevere
1979: The Fabulous Five, presso la Galleria La Medusa a Roma, è la prima esposizione al di
fuori degli Stati Uniti dedicata al Writing
1984: Keith Haring, a Roma per la mostra Arte di Frontiera dipinge un’opera (poi cancellata)
sul Palazzo delle Esposizioni
1987: l’artista Fausto delle Chiaie inizia a esporre quotidianamente le sue installazioni in
strada, prima al Pincio e poi a Piazza Augusto Imperatore, fonte d’ispirazione di molti street
artist romani
Dal 1992 a oggi: da 30 anni ininterrottamente generazioni di writer dipingono le loro opere
sui vagoni delle metropolitane romane e questo rende Roma un caso unico al mondo.

Questa mostra nasce proprio per celebrare i 30 anni di Street art a Roma.
Immergiti nella mostra e lasciati sedurre!
 
Graffito del Collettivo Gli uccelli a La Sapienza, Roma 1968
 
 
Keith Haring a Roma, Palazzo delle Esposizioni, 11 settembre 1984. 
Foto di Stefano Fontebasso De Martino. Courtesy MACRO - CRDAV

 
Collettivo L'Asino che vola, Tor di Nona, Roma 1976.
Foto di Mimmo Frassineti tratta dal libro Street Art a Roma
 

L'artista Fausto Delle Chiaie con alcune sue opere urbane

2007: Fra strada e gallerie
Tra il 1992 e i primi anni 2000 si realizzano a Roma fanzine, eventi, mostre e festival
indipendenti che promuovono Writing e arte visiva underground, come l’Happening
Internazionale Underground
al Forte Prenestino a Centocelle o l’International Poster Art a San
Lorenzo.
Il 2007 è un anno significativo nel passaggio di testimone dal Writing alla Street art: si parte
da graffiti e piccoli interventi spontanei di arte urbana - come poster e stencil (tra i primi si
ricordano i poster di Pino Boresta, gli stencil di Sten e le tag di TUFF) – per approdare ai primi
murales.
2007: Attraverso il progetto CROMiAe, l’associazione WALLS chiede al Comune di Roma la
disponibilità di muri da dipingere, i Muri Liberi e Muri Legali su cui realizzare opere senza incorrere in denunce e sanzioni. L’associazione stessa organizza jam per la realizzazione di
piccoli murales.
Nello stesso anno, una nuova generazione di artisti che fino a quel momento aveva dipinto le
proprie opere prevalentemente in strada, inizia a esporre in gallerie d’arte emergenti, con
l’intento di dedicarsi sempre più a forme d’arte underground. Fra gli esponenti di rilievo si
distinguono Wunderkammern, Mondo Bizzarro, Dorothy Circus Gallery e MondoPOP. Si
iniziano così a produrre in città interventi artistici e i primi murales legati alla promozione di
mostre.
2008: la mostra Scala Mercalli. Il terremoto creativo della Street Art Italiana allestita presso
l’Auditorium Parco della Musica rivela l’esigenza di mettere insieme i nomi più importanti
per fare ufficialmente il punto sulla scena Street italiana e romana.
 
AAVV - Progetto del Laboratorio di Disegno del CSOA Forte Prenestino a cura di BOL Pietro Maiozzi, Roma 1997


Gojo, Senza titolo. Roma 2003
 
 
omino71 & friends, Stick my world. A cura di omino71 per WiFi Art, Circolo degli artisti, Roma, 2008, 2009 e 2010
 

2010 La Rinascita dell’arte pubblica
Nel 2010 Roma vive una vera e propria rinascita dell’arte pubblica, attraverso interventi di
Street art eclettici. In questo anno esplode anche la tendenza a realizzare grandi murales nei
quartieri periferici.

Primavera 2010:
a San Lorenzo, Hitnes, Hogre, Hopnn, Agostino Iacurci, Lucamalente, Omino
71 e Uno, realizzano una jam di murales in occasione dell’evento Collective.
Estate 2010: il noto street artist francese Invader realizza a Roma 66 interventi artistici non
autorizzati, in occasione della sua prima personale italiana alla galleria Wunderkammern,
incollando piccoli mosaici dei suoi alieni pixellati. Contemporaneamente, durante la prima
edizione del Festival dedicato all’arte urbana Outdoor, vengono prodotte a Ostiense e
Garbatella quattro opere monumentali su carta degli artisti: L’Atlas, C215,, Sten & Lex e il
murale Wall of Fame di JB Rock.
Autunno 2010: Al Quadraro, a dicembre, nasce MURo (Museo di Urban Art di Roma): un progetto di museo di Street art di respiro internazionale che ha l’intento di donare simboli all’identità e alle storie
del quartiere attraverso i murales. I primi due murales sono del suo ideatore Diavù.
 
Invader, Invasion of Rome, Roma 2010. Courtesy Wunderkammern
 
 
JB Rock, Wall of fame per Outdoor Festival. Ostiense, Roma 2010. 
Foto di Mimmo Frassineti tratta dal libro Street Art a Roma
 
 
 Diavù, Art Pollinates Quadraro, per MURo Museo di Urban Art di Roma. Quadraro, Roma 2010
 

2012 – 2022 L’ultimo decennio
Dal 2010 in poi a Roma si moltiplicano le occasioni per realizzare opere di Urban art.
Mentre MURo, Outdoor Festival, Wunderkammern e altre realtà continuano a produrre
murales, al Quadraro, Torpignattara e Ostiense nascono nuovi progetti spontanei, alcuni legati
a spazi occupati, oltre a iniziative sostenute da bandi pubblici, come Roma Creativa e Estate
Romana
.
La Città Eterna inizia a diventare la città più ‘tatuata’ d’Europa e il centro storico
monumentale viene sempre più circondato da quartieri di periferia arricchiti di nuove opere
d’arte che dai quartieri marginali guardano verso il centro, così come scriveva la curatrice
Francesca Alinovi a inizi anni ‘80 durante l’inedita presentazione in Italia dei lavori di Keith Haring e degli altri pionieri della Street art newyorkese. Qui una ricostruzione di alcuni degli
interventi artistici realizzati negli ultimi anni a Roma, che invita ad approfondire senza la
pretesa di essere esauriente, vista la grande quantità e varietà di murales realizzati.

2012: Urban Arena al MACRO (Museo di Arte Contemporanea di Roma) con murales di Ozmo
e Sten & Lex; Urban Area di a.DNA Collective con artisti vari all’ex cinema Volturno e all’ex
cinema Preneste, Lucamaleonte per -1 Gallery alla Casa dell’Architettura.
2013: opera di Borondo per Logout Project a San Lorenzo; Avanguardie Urbane in vari luoghi
della città; nasce il MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz); Blu dipinge in via
del Porto Fluviale.
2014: la mostra Urban Legends al MACRO Testaccio Pelanda, Pigneto Pasolini al Pigneto con
Omino 71, Mr. Klevra e Maupal; Melting Icons di Diavù all’ex Cinema Impero a Torpignattara;
SanBa a San Basilio con murales di Liqen e Agostino Iacurci.
2015: Big City Life per il Museo Condominiale di Tor Marancia, il Festival di Poesia del Trullo;
Forgotten Project in vari luoghi della città; Popstairs sulle scalinate di Roma; ha inizio Muracci
Nostri
a Primavalle; esce la prima mappa della Street art a Roma, con relativa applicazione
digitale, che geolocalizza 200 opere.
2016: Triumphs and Laments di William Kentridge sul lungotevere della Farnesina; Seth
all’Ex Fabbrica Mira Lanza.
2017: nuove grandi mostre dedicate alla Street art come War, Capitalism & Liberty con le
opere di Banksy a Palazzo Cipolla e Cross the Streets di artisti vari al MACRO; il progetto
GRAArt di MURo dipinge il Grande Raccordo Anulare.
Nel 2017 la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali organizza quattro giorni di workshop
sulla Street art a Roma presso il MACRO, dai quali viene tratto il libro Action/Reaction nel
2019. Nel 2020 la Regione Lazio approva la Legge regionale 23 dicembre 2020 per
promuovere l’arte urbana e dà il via al bando annuale Lazio Street art.

La maggior parte della Street art prodotta a Roma si può ormai definire arte pubblica a tutti
gli effetti.
 
 C215 per Wunderkammern, Torpignattara, Roma 2013. 
Foto di Mimmo Frassineti tratta dal libro Street Art a Roma
 
 
Hogre per Strike the street al Centro sociale Strike, Roma 2013. 
Foto di Mimmo Frassineti tratta dal libro Street Art a Roma
 
 
Maupal, Pasolini. Pigneto, Roma 2014
 
 
Luis Gomez de Teran, Le cose che non si vedono. Per Muracci Nostri, Santa Maria della Pietà, Roma 2018